Itinerari escursionistici.
Percorso mountain bike: il paesaggio.
Il territorio del Parco offre svariate occasioni per praticare la mountain bike a tutti i livelli. Tra le numerose possibilità presentiamo un itinerario panoramico e con poche difficoltà tecniche, alla portata di tutti coloro che hanno un minimo di confidenza e di allenamento con la bici da montagna.

Da Tremosine a Cima Mughera

A Vesio, frazione di Tremosine, si parcheggia nel piazzale sulla strada verso la valle di Bondo, posto al bivio situato a poche centinaia di metri fuori del paese, in corrispondenza di caratteristica "santella" votiva (mt.657).
Da qui, inforcata la bici, si devia a sinistra imboccando la sterrata che costeggia il maneggio e che sale in costante pendenza attraverso l'ombreggiata pineta (segnavia n.106).
Ove la strada forestale compie i tornanti esposti a mezzogiorno, la vista si apre sempre più sull'altopiano di Tremosine e sul Garda.
Raggiunta quota mt.940, la via si spiana procedendo con leggeri saliscendi e puntando con decisione verso nord.
Il lago rimane alle spalle, e il panorama si apre ora verso le frastagliate montagne dell'entroterra, dominate dalle creste che dal Tremalzo scendono a passo Nota.
Raggiunto il punto più alto a quota mt.1305 (segnavia n.102), si scende passando di fianco ad un minuscolo e suggestivo cimitero di guerra (siamo infatti a ridosso del confine che fino alla guerra 1915 - 18, sepaarava l'Italia dall'Impero Austro - Ungarico).
Passo Nota, caratterizzato da una monumentale faggeta, dista ormai poche centinaia di metri (segnavia n.121 - quota mt.1208 - h. 1.30).
Poco sopra il Passo notiamo il Rifugio Nota del gruppo alpini di Vesio di Tremosine, utile per ripararsi in caso di maltempo.
Lasciando sulla sinistra, si riprende puntando verso est, attraverso piacevoli vallette sospese (segnavia n.421). Seguendo sempre la strada principale e con brevi saliscendi ci portiamo verso la "Bocca dei Fortini", e da questa al Rifugio Baita Segala sovrastato dalla rocciosa mole del monte Carone, altro piacevole punto per una sosta ristoratrice (0.20-1.50).
Se restano energie, è consigliabile proseguire sulla sterrata che, ristretta poi a sentiero, si avvicina al lago (segnavia n.422), fino allo straordinario punto panoramico di Cima Mughera (la bici si lascia un centinaio di metri prima, sul sentiero principale, per proseguire nell'ultimo tratto a piedi sul segnavia n. 101 - h.0.15-2.05).
Ammirato il grandioso panorama del Garda, possiamo ora ripercorrere il percorso a ritroso fino a passo Nota (h. 0.40-2.45). Qui invece di rifare l'itinerario di andata, si scende sulla strada sterrata che passa di fianco ad un terzo Rifugio, intitolato ai Fratelli Pedercini.
La via, ora a tratti asfaltata e percorribile anche con le auto, scende nella verde valle di Bondo, ricca di ruscelli e piccoli torrenti, terminando nell'ultimo tratto tra campi coltivati che, in caso di periodi prolungati di pioggia, danno origine al laghetto temporaneo di Bondo.
Da qui, con un ultimo strappo in salita, ritorniamo al punto di partenza (h. 0.45-3.30).

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